A proposito del Risorgimento e del 150° dell' Unità d' Italia
INTRODUZIONE alla "SERATA TRICOLORE" del 19.02.2011
alla “Villa Ginori” di Marina di Cecina
Un caloroso abbraccio a tutti voi che con sensibilità ed entusiasmo avete accolto l’ invito del qui presente Pietro Campanelli e di tutti gli amici delle Associazioni Marinesi AMCT e CCN, in particolare di Umberto Chisci, presidente dell’ associazione albergatori, Ilio Nencini, il nostro storico, Marcella Pellegrini, vice presidente di Associazione Marinese, Sonia Pettirosso, Franco Navetta che con somma dedizione si sono adoperati, insieme al sottoscritto, alla realizzazione di questo evento.
AMCT e CCN marinesi sono le due associazioni che da più di un anno si occupano, con dedizione ed entusiasmo, del benessere e della prosperità economico-culturale di Marina di Cecina e che con sensibilità e fantasia hanno organizzato questa straordinaria serata in questi suggestivi locali gentilmente messi a disposizione dallo Stato Maggiore dell’ Esercito. Il nostro primo grazie va quindi a coloro che più di chiunque altro stasera ci rappresentano nel 150°_ dell’ Unità d’Italia, ai militari di Villa Ginori con a capo il Comandante Cosimo Salvatore Bianchi ed il Capitano Neva.
Uno significativo e cordiale applauso va al Comandante che solo pochi mesi fa, in concomitanza del suo stanziamento, aveva dichiarato: «Villa Ginori è un bene demaniale di pregio, che vogliamo sia aperto alla città, della quale è storicamente un punto di riferimento» e noi lo ringraziamo di cuore.
Un saluto ancora a tutti i rappresentanti delle forze dell’ ordine che operano sul nostro territorio e che con entusiasmo hanno accettato il nostro invito.
Un sentito ringraziamento va alla amministrazione comunale, che con tanta convinzione ha voluto e creduto in questa significativa serata.
Un cordiale saluto agli assessori stasera presenti: Antonio Garigali vice sindaco ed assessore alla cultura ed al presidente del consiglio comunale Giuseppe Costantino.
Un saluto particolare va naturalmente al nostro sindaco Stefano Benedetti, stasera assente per impegni precedentemente presi.
Altri hanno pensato di celebrare l’evento risorgimentale con incontri, dibattiti e conferenze. Noi abbiamo invece pensato di celebrarlo, ricordarlo e festeggiarlo con proiezioni di immagini di quel tempo, musiche, canti, colori, balli e personaggi in costume appartenenti a quello straordinario periodo.
Stasera, quasi per incanto e come trasportati da una forza misteriosa, quasi patriottica, ci ritroviamo qui idealmente avvolti nel tricolore della nostra amata bandiera. Quella bandiera che fin dalle sue origini in concomitanza dei primi moti risorgimentali, alla fine del 700, ci ha sempre accompagnati in tutte le sacrosanti e straordinarie vittorie per più di 200 anni di storia, tra le quali, forse le più significative, quelle che ci hanno portato al coronamento dell’ Unità d’ Italia nel 1861 ed alla presa di Roma nel 1870. Ecco perché abbiamo voluto chiamare la nostra serata, “Serata tricolore”.
Per ricordare come la nostra bandiera ci abbia condotti vittoriosi contro l’ oppressore straniero sulle barricate delle cinque giornate di Milano, durante la gloriosa spedizione dei mille, nella presa di Roma, sulle trincee della prima grande guerra, durante la resistenza per la liberazione nella seconda guerra e per come ancora oggi, in tempo di pace, continua ad unirci in un unico abbraccio ed ad accomunarci in un unico applauso nelle competizioni sportive dei nostri atleti negli stadi di Palermo, Napoli, Firenze o Milano, senza distinzione di sorta tra nord e sud, a dispetto di chi vorrebbe una Italia divisa.
Se riflettiamo un attimo, possiamo capire come la nostra bandiera ci abbia sempre condotto alla vittoria finale quando abbiamo dovuto lottare per le nobili cause della liberta e della giustizia. Ne abbiamo invece prese di santa ragione quando, nel 1895, in una sciagurata avventura coloniale siamo andati a guerreggiar senza senso in Abissinia o quando nel 1939 ci siamo scelleratamente alleati con un vile mentecatto guerrafondaio.
Questo per capire come i valori e gli ideali di verità, libertà, giustizia ed unità abbiano, in un popolo, una forza dell’ anima straordinaria e tale che alla fine risultino sempre vincitori. Gli stessi ideali per i quali, giovani, vecchi, donne e bambini, studenti ed artigiani, militari e contadini, avvocati, medici e commercianti, artisti e sacerdoti, letterati ed analfabeti, combatterono e lottarono eroicamente per più di 50 anni, in quello straordinario periodo che portò al coronamento dell’ unità d’ Italia, sotto la stessa bandiera tricolore e senza timore alcuno per la propria vita, perché la patria era al di sopra di ogni più grande affetto.
Proprio attraverso le opere ed i dipinti dei cosiddetti “Pittori soldato” che possiamo considerare i primi foto reporter di quell’ epoca e che in prima persona vissero i drammi delle guerre e dipinsero scenari drammatici, vengono ricordati i momenti del distacco dei volontari dai familiari e le scene di battaglia che animarono il periodo. L’obiettivo di chi scriveva e dipingeva era di mettere realmente in evidenza la forza, il coraggio e la volontà dei patrioti, ma anche il sangue e la sofferenza della lotta contro gli oppressori.
Riascolteremo tra poco in sottofondo e più tardi con la Soprano Gabriella Collaveri accompagnata dalla pianista sig.ra gli struggenti cori, gli inni risorgimentali ed i canti popolari fino ai giorni nostri, con al primo posto “Addio mia bella addio …e l’Inno di Mameli” che plasmarono questo periodo di una atmosfera così romantica, eroica e patriottica che il primo ministro inglese dell’ epoca Lord Palmerston soleva definire il Risorgimento italiano come la vicenda più straordinaria e romantica che la storia dell’ umanità avesse mai vissuto fino ad allora ed io aggiungerei anche fino ai giorni nostri.
Si badi bene, il periodo Risorgimentale oltre che romantico, fu anche e soprattutto un periodo storico complesso e contrastato nelle strategie e nelle idee dei suoi protagonisti e questo aspetto viene con maestria messo in evidenza stasera nella rappresentazione teatrale che presenteremo a metà serata con i testi sapienti e la magistrale regia del prof. Carlo Rotelli, con Massimo Smuraglia, professore e regista della scuola cinematografica Anna Magnani di Prato e con gli attori dell’ Artinbanco di Cecina tra cui spicca Giovanni Rindi e tra gli altri una mia scoperta nel ruolo di Don Giovanni, il parroco di Cecina di quel periodo, Simone Giorgi.
Tutte le più importanti strade delle nostre città e paesi portano il nome dei protagonisti e patrioti del Risorgimento , ideologi, combattenti, condottieri, poeti, musicisti, scrittori, pittori, sacerdoti e non riusciremo mai a ricordarli tutti, perché solo Dio sa quanti e quali ancora sono stati protagonisti: al primo posto Giuseppe Mazzini l’ ideologo di una Italia libera, unita e repubblicana, con la sua Giovane Italia, la più vita passata ingiustamente in carcere ed in esilio, Garibaldi, il condottiero eroe dei due mondi, Camillo Benso Conte Cavour il tessitore della tela dell’ unità, il politico diplomatico, Re Vittorio Emanuele primo re d’ Italia, ecc……. Gli storici sono soliti estendere il periodo risorgimentale, con il compimento del processo di unità nazionale, anche alle vicende vittoriose della prima grande guerra con l’ annessione del Trentino Alto adige, Trieste ed Istria. Anche la Resistenza italiana (1943-1945) è stata talvolta ricollegata idealmente al Risorgimento.
Nonostante tutte le fatiche fatte ed il sangue versato per questa nostra Italia, per questa nostra bandiera, oggi, se da una parte si schierano, i difensori di una patria fatta con il sangue degli eroi, dei patrioti e dei martiri del Risorgimento, oltre che con il sangue dei combattenti della prima e dei partigiani nella seconda guerra mondiale, dall'altra parte, seppur di esigua minoranza, abbiamo un folto gruppo di denigratori dell'unità, vagheggiatori di una fantomatica divisione nord-sud che fanno emergere da una superficiale analisi socio-economica, quando invece, a ben riflettere, si capisce benissimo che a tagliare la nostra bella Italia in due non si risolverebbe niente e che la vera soluzione starebbe invece nel combattere, con convinzione ed efficacia, la delinquenza delle associazioni malavitose, della corruzione e dell’ affarismo politico che indeboliscono fortemente una parte dell’ Italia a favore dell’ altra parte.
E’ anche in ragione di questo motivo che oggi, seppur in tempo di pace, abbiamo ancora un Risorgimento da portare a compimento. Se 150 anni fa avevamo da compiere la missione di fare l’ Italia, oggi abbiamo, in primo luogo, il compito di tenere unita questa nostra amata patria combattendo quei superficiali tentativi di divisione e nello stesso tempo abbiamo altresì il compito di risorgere da una crisi economica che da troppo tempo ci attanaglia e che è tale che proprio in questi giorni è sfociata in rivolte sanguinose tra i popoli più deboli che vogliono anch’ essi risorgere da sovrani ingiusti, corrotti e tiranni.
I popoli più deboli si rivoltano quando la miseria è tale e quando la propria dignità è così calpestata che non hanno più da scegliere, ma si badi bene, ogni crisi economica ha sempre origine da un vuoto culturale che parte dalla classe dirigente e si propaga poi al popolo. Ogni crisi economica ha origine da un vuoto di valori e di ideali che porta all’ indifferenza verso il più debole, alla superficialità ed alla povertà intellettuale, fino alla corruzione ed all’ affarismo politico, fino a perdere di vista il pur minimo interesse per il cittadino e fino a quando il popolo stremato ed alla frustrazione, si rivolta con rabbia per risorgere e riappropriarsi di quella sacrosanta dignità che gli è stata indebitamente tolta e che pur anche nell’ ignoranza e nella debolezza esso è ancora cosciente e consapevole di essere pur sempre il legittimo sovrano, al centro di ogni politica e di ogni interesse.
Nei paesi più evoluti, nel novero dei quali anche noi pensiamo di far parte, ci auguriamo che non si debba più insorgere con le armi da sparo, bensì con le armi della cultura e della ricchezza intellettuale senza le quali l’ uomo è destinato a perdere ogni capacità di decidere e di fare, spesso appiattito da un consumismo sfrenato che ne slava le menti. Non si deve aver paura o timore di insorgere quando la situazione dovesse essere tale, perché la cultura, la conoscenza e la difesa dei valori e degli ideali rappresentano armi legittime e sacrosante, acerrime nemiche del tiranno sia straniero e sia di chi malamente ci amministra.
La storia ci insegna, come avete visto, che quando la causa di un popolo è legittima in quanto volta a riacquistare giustizia, rispetto e dignità, la sua bandiera lo condurrà sempre e comunque alla vittoria finale. Sempre e comunque, oggi come allora! Oggi, come 150 anni fa!
Allora stasera, prima di dare inizio ai nostri straordinari spettacoli, prima della relazione del nostro storico Ilio Nencini, prima dei cori risorgimentali della soprano Gabriella Collaveri…., prima dello spettacolo teatrale "Fratelli D' Italia" dei prof.ri Carlo Rotelli e Massimo Smuraglia, prima del gran ballo il valzer viennese della BigDanceSchool di San Pietro Palazzi, anche a dimostrazione che degli austriaci viennesi abbiamo solo un brutto lontano ricordo e che fratellanza ed amore ci uniscono, stasera come allora, abbiamo l’ occasione per dire ancor più convinti e tutti insieme: viva la dignità di tutti i popoli, viva il popolo italiano, viva la nostra bandiera tricolore. Evviva !!!
Marina di Cecina, Villa Ginori 19.02.2011
Pietro Campanelli