Premessa ed introduzione

L’ ART.18 della Costituzione recita come segue: i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Il Comitato di Zona deve essere inteso non più essenzialmente e solamente come un organismo con funzioni consultive e di coordinamento per la formazione e la presentazione di istanze e proposte, da sottoporre all’Amministrazione Comunale, atte a tutelare gli interessi collettivi della popolazione residente nel quartiere, ma anche come organismo con funzioni autonome ed esecutive, attraverso quote di finanziamenti che devono essere messi a loro disposizione dalla amministrazione centrale in base a criteri di sopravvenuta necessità ed in proporzione a  parametri diversi, quali il numero di persone residenti, la superficie del suo territorio, ecc...

La nostra lista civica può essere considerata come un tipo di associazione/comitato apartitica, che sorge spontanea senza tener conto dei colori e sorge quando i cittadini sentono l’ esigenza di unirsi, organizzarsi e coordinarsi sul proprio territorio, per meglio individuare e capire i problemi da risolvere e per meglio dialogare con coloro che amministrano la cosa pubblica al fine di collaborare con essi per risolvere al meglio ed in modo più rapido ed efficiente le problematiche e le cose da fare nel proprio quartiere.

Spesso coloro che ci amministrano reputano le associazioni ed i comitati quali organismi che tendono a prevaricare il compito dell’ amministrazione pubblica, ma, così facendo non si rendono conto di quanto queste organismi  possano essere utili a stimolare la azione delle amministrazioni in un momento come l' attuale ed in cui  il cittadino sente sempre di più allontanare l’ azione di chi dovrebbe stare al suo servizio e fare il suo interesse.

Questa è un’ epoca nuova, un' epoca che nasce dalle ceneri del fallimento dei partiti, un’ epoca fatta di comitati, associazioni e di liste civiche, in cui, il cittadino, sentendosi trascurato, sente l’ esigenza di essere protagonista e di decidere sui propri interessi economici, finanziari e culturali. Il cittadino si unisce così in gruppi e tende ad auto gestirsi con convinzione ed entusiasmo in comitati, liste civiche ed associazioni, anche perché così facendo riesce meglio a capire ed ad individuare quali strumenti fare propri per  raggiungere lo scopo, con la consapevolezza che il benessere proprio è anche il benessere degli altri e viceversa, senza strategie di partito politico a salvaguardia di interessi che non lo riguardano e che generano, al contrario, ritardi, involuzione e malessere. A tale proposito è interessante l’ idea del prof. Giuseppe Gallelli in base alla quale una quota del bilancio comunale dovrebbe essere destinata proprio ai comitati di quartiere, alle associazioni che fanno il bene della comunità in base alle proprie conoscenze ed a quelle esigenze strettamente territoriali.

Coloro che amministrano la cosa pubblica dovranno pian piano capire il concetto e calarsi nella nuova realtà, imparando a convivere con il cittadino che sempre più sente il bisogno e l’ esigenza di tutelare in modo più diretto il proprio interesse e la propria dignità, fino a che sarà egli stesso ad amministrare le sue cose sul proprio territorio, con convinzione, competenza e cognizione, serietà ed onestà.

Pietro Campanelli