Cecina 12.12.2010
Spett.le redazione Il Tirreno
Spett.le redazione La Nazione,
Sono Pietro Campanelli, dal 1977, una vita passata a vendere ed ad affittare case, a ristrutturare case, a vederle costruire; a fare conteggi di quanto costa il terreno edificabile in base ad un certo indice di cubatura; a fare conteggi di quanto costa la costruzione al mc; a fare conteggi degli oneri di urbanizzazione e delle spese di contratto del terreno; delle spese tecniche del geometra e/o dell’ architetto e dell’ ingegnere, del geologo. Tutta utile esperienza accumulata nel tempo e che oggi mi consente di fare calcoli approssimativi senza prendere foglio e penna. Così quando leggo sul giornale che solo a Cecina, 40 sfratti sono a rischio di esecuzione, non posso che rattristarmi. La mia mente vola subito al pensiero di quanto le amministrazioni comunali potevano aver fatto in passato in termini di edilizia popolare ed invece non hanno fatto. Personalmente ritengo che in un paese evoluto, tutti i cittadini debbano essere messi in grado di avere una se pur minima casa propria od a disposizione, in cui vivere con la propria famiglia. Da circa 8 anni, da quando cioè le banche esercitano tassi così bassi, questo obbiettivo è sempre stato ancora più facile da realizzare. Personalmente ritengo che la dignità dell’ uomo in un paese civile ed evoluto parta proprio dalla casa. E’ compito pertanto del Comune far si che questa dignità non venga meno, nel caso in cui l’ uomo non avesse la possibilità di costruirsi o di comprarsi una casa sul mercato. Cosa deve fare il Comune? Oggi sappiamo che, escluso il terreno, 1 mq di costruzione di un ipotetico appartamento di 180mc, pari a 60mq, pari a 3 vani, costa 2000 euro. Pertanto per costruire 60mq di abitazione pari a cucina/soggioerno, due camere e bagno, occorrono circa 120.000 euro. Se per coprire il costo di costruzione, il Comune prende un mutuo di pari importo restituibile in 30 anni, deve oggi pagare una rata di circa 480 euro al mese. Questo significa che l’ appartamento in oggetto può essere assegnato alla famiglia che ne ha veramente necessità, facendo ad essa pagare euro 480 mensili, così da a coprire la rata del mutuo, inferiore, oltre a tutto, ad uno ipotetico canone di affitto che oggi viene richiesto per un trilocale. Tutto ciò premesso, posso anche dire che non è mai troppo tardi per risolvere il problema casa e neanche troppo difficoltoso. Basta volerlo! Però i Comuni devono avere la vista lunga, prevenendo le problematiche e non lamentarsi quando poi le problematiche si presentano difficili da risolvere come nei casi di questi giorni con sfratti a rischio di esecuzione ! Queste famiglie, oltre a perdere la dignità, rischiano seriamente di perdere anche ciò che invece deve essere ritenuto un sacrosanto diritto, cioè la casa. Per evitare questo, le soluzioni ci sono. Basta metterle in pratica:
1)- Esproprio del terreno in un ipotetico comparto. 2)- costruzione dei vari appartamenti il cui costo viene coperto dal mutuo più conveniente. 3)- Assegnazione dei vari appartamenti attraverso il pagamento del canone di affitto che va a coprire la rata di mutuo. Ed il gioco è fatto ! Altro giro, altra corsa !! Gli sfratti non fanno più paura !!
Saluti ed auguri a tutta la redazione
Pietro Campanelli