Ai tempi di Moro e Berlinguer
Ai tempi di Moro e Berlinguer, più di 30 anni fa, c’erano le tribune politiche ed i dibattiti politici tra autentici servitori dello stato e dei cittadini, ciascuno per le proprie idee. Essi prendevano educatamente e compostamente posto e ciascuno rispondeva all’ altro senza sovrapposizione ed alzata di voce. Oggi siamo all’ eccesso degli esasperati talk show televisivi dove l’ educazione ed il richiamo all’ ordine non sono più di questo mondo. Dove il dare giusto esempio comportamentale si è dissolto da tempo. Oggi le due forze politiche contrapposte si danno battaglia mediatica e perdono di vista, anzi viene calpestato quello che dovrebbe essere il compito anzi la missione del politico del dare l’ esempio mettendosi al servizio non di se stessi e del proprio partito o del gruppo di appartenenza o del capogruppo di appartenenza come oggi sta accadendo, ma al servizio del cittadino. Le due forze politiche si danno battaglia per un uomo da salvare o da condannare, in un ridicolo tentativo di dimostrare che il proprio operato ha fatto più e meglio dell’ altro e viceversa. Il tutto condito da continui infantili sondaggi settimanali od addirittura giornalieri di chi potrebbe avere più voti dello 0,01% in una ipotetica consultazione, senza dar modo di capire a chi dare torto e a chi la ragione. La bagarre continua senza alcun riferimento apparente che possa dare una valutazione obbiettiva. Ma il teatro delle marionette della politica italiana giunto ad una commedia così ridicola, vergognosa ed intollerabile è non solo captata dalla sensibilità e dalle coscienze di una buona parte dei cittadini, ma anche confermata da due fattori inconfutabili e rappresentati da una parte da quella forbice che si fa sempre più ampia tra il numero delle persone che vanno a votare ed il numero di coloro che del voto non ne vogliono sapere perché hanno perso ogni speranza e fiducia verso coloro che dovrebbero onestamente e seriamente essere al servizio dei cittadini, come le regole e la costituzione insegnano. Il secondo fattore inconfutabile che conferma la caduta del nostro sistema è rappresentato da quel termometro economico finanziario infallibile che si chiama “Borsa”. E’ questo lo strumento che non si deve mai perdere di vista se vogliamo capire e conoscere la salute di un paese. Ma perché questo strumento non appare, o comunque non viene quasi mai preso in considerazione nei talk show politici televisivi ? La risposta di chi come il sottoscritto si occupa di borsa e di analisi di borsa da più di 25 anni è semplice: “perché da una semplice analisi comparativa, darebbe torto ad ambedue gli schieramenti”. Prendiamo ad esempio la comparazione dell’ andamento grafico della nostra borsa con la borsa tedesca, la borsa di quel paese dove non si parla di dividere il paese, ma dove con sacrifici fraterni si è riunito in meno di venti anni una grande nazione ed in cui qualche tempo fa la cancelliera fu accolta con un ku-ku ed ad essa furono girate le spalle in un maleducato atteggiamento di un presidente del consiglio che rispondeva al cellulare da autentico cafone. Ebbene, la comparazione grafica tra la borsa tedesca con quella italiana in termini di apprezzamento parla chiaro: + 7% negli ultimi sei mesi, +21% negli ultimi dodici mesi, + 36% negli ultimi 24 mesi, + 40% negli ultimi 36 mesi, + 128% negli ultimi 7 anni, naturalmente a favore della borsa tedesca, al punto che negli ultimi sette anni in cui hanno governato entrambi gli schieramenti, sinistra e destra, la borsa tedesca è più che raddoppiata rispetto alla borsa italiana. Borsa e voto, due fattori e due forbici che si allargano sempre di più e che fanno capire quanto inefficiente sia la gestione della cosa pubblica italiana oramai alla deriva e purtroppo senza che si intraveda alcuna luce in fondo al tunnel. La prima cosa da fare è porre fine ai vergognosi e deleteri spettacoli politici televisivi e tornare alle pacate tribune televisive di una volta, che si svolgevano quando necessario o sotto elezioni, non tutti i santi giorni come accade adesso con i talk show televisivi. Si torni a far politica al servizio dei cittadini nel luogo più consono e cioè in Parlamento. Ma tornare indietro non è facile perché per tornare a quel giusto modo di fare politica si devono sgombrare le coscienze intasate di corruzione, di clientelismo ed interessi personali. Dobbiamo tornare con la mente a De Gasperi, Moro, Berlinguer, a quelle grandi personalità che avevano nelle coscienze il senso dello stato e per capire chi ha ragione e chi ha torto e quanto e come siamo caduti in basso, come stiamo continuando a cadere, non c’è bisogno di quegli stomachevoli dibattiti televisivi che ci lasciano in quei tafferugli dialettici sempre senza risposta ed in uno stato sempre più confusionale, sebbene tutti noi potremmo spengerli in un solo attimo azionando il nostro telecomando. Ebbene, come abbiamo visto, con questa semplice riflessione, abbiamo potuto appurare che gli strumenti con i quali possiamo analizzare l’ operato degli schieramenti politici e di conseguenza lo stato di salute sociale, politico ed economico finanziario del nostro paese sono in nostro possesso e non abbiamo pertanto bisogno di stare a guardare quegli indecenti spettacoli televisivi dai quali lo spettatore ne esce o erroneamente plasmato o semplicemente disgustato. Seguendo l’ andamento dei mercati finanziari comparato all’ andamento dei mercati finanziari di altri paesi e seguendo l’ entità di quel numero progressivo di coloro che non vanno più a votare, chiunque può valutare effettivamente come stanno le cose.
Se così è, come effettivamente è, a noi cittadini non resterebbe che azionare il telecomando al fine di togliere odiens a ciò che non interessa o che pensiamo sia ineluttabilmente deleterio. Come si può vedere, gli strumenti per valutare e per cambiare sono in nostro possesso, basta cercarli ed adoperarli, con coscienza, consapevolezza e cultura. La Borsa, il voto ed il telecomando, sono questi gli strumenti. Iniziamo con il più semplice da adoperare e cioè dal telecomando con il quale possiamo “spengerli” e rimandarli in Parlamento a lavorare seriamente. Ma tutto questo dipende soprattutto da noi e vedrete che, così facendo, anche gli altri due dati di riferimento miglioreranno di conseguenza. Iniziamo da stasera ed anche se dovevamo farlo da tempo, ricordiamoci che non è mai troppo tardi !
