A proposito di immigrati.
Quegli stessi che vogliono dividere in due l’ Italia, quegli stessi che pensano egoisticamente, in modo superficiale e presuntuoso solo al profitto, gli stessi che hanno non poco in comune con un austriaco mentecatto, guerrafondaio e razzista del secolo scorso, quanto a razza ariana o padana, sono gli stessi che oggi non vogliono gli immigrati. E’ una vergogna europea e non solo italiana non essere organizzati ad accogliere 20.000 persone da parte di un continente dove vivono 650.000.000 di persone. Un immigrato ogni 30.000 persone significa un immigrato per ogni cittadina come Cecina. In un epoca in cui tutto il mondo sa che il problema immigrazione esiste ogni giorno, è una vergogna che l’ Europa in maniera uniforme non sia organizzata con campi di accoglienza e di lavoro verso gli immigrati. Non sarebbe difficile allora smistare i nuovi venuti in questi luoghi di accoglienza e far si che essi possano da subito iniziare a lavorare in fattorie stanziate in terreni da coltivare od in zone artigianali dove ciascun nuovo venuto possa essere curato se malato e poi possa apprendere o possa svolgere un mestiere. Possa così mantenersi senza pesare sulla comunità del paese ospitante. Non sarebbe difficile ! Non sarebbe difficile risolvere il problema immigrati, come non sarebbe difficile risolvere altri problemi. Ma talvolta queste poco difficili difficoltà fanno il fenomeno che si chiama “distrazione” di massa, per coprire altro … : affarismo politico, mafia, camorra, andrangheta ecc… ecc… Protagonisti occulti che ci porteranno alla rovina.
Discorso di Tettamanzi sull’ accoglienza degli extra comunitari
Tettamanzi Omelia delle Palme : gli Ingiusti non vogliono essere giudicati
18 aprile, 2011 di Savino Pezzotta
Ci sono discorsi e interventi che aiutano a riflettere e a riposizionare i nostri atteggiamenti, soprattutto in questi tempi cui siamo costretti, tante volte, a navigare senza bussole. Nella confusione dei tanti discorsi che siamo costretti a sentire , spicca per la sua chiarezza l’Omelia che nella domenica delle Palme il Cardinale Arcivescovo di Milano , Diogeni Tettamanti, ha pronuciato nella stupenda ed evocativa cornice del Duomo Ambrosiano. Al centro del suo intervento i temi della giustizia , della solidarietà e dell’accoglienza, un discorso rigoroso e improntato all’insegnamento evangelico che non si è sottratto all’attualità: “Viviamo giorni strani”. “Perché tanti ricchi si rifiutano di accogliere chi fugge dalla miseria?” Un richiamo alla coerenza evangelica per tutti coloro che si dichiarano cristiani, alla solidarietà e alla moralità civile per tutti Mons. Tettamanzi dopo la lettura del Vangelo secondo Giovanni, che presenta Gesù come re “umile e mite, e insieme come il re che dona tutto se stesso per amore e che, proprio così, annuncia la pace”, ha analizzato “la nostra situazione storica”. “Come sono oggi i giorni che viviamo? Potremmo definirli “giorni strani – spiega l’Arcivescovo – I più dotti potrebbero definirli “giorni paradossali”.
Nel corso della sua omelia spiega che le motivazioni di ciò “sono moltissime e differenti” e, facendo riferimento all’attualità, ha parlato di giustizia, ma anche di guerra e immigrazione: “Perché ci sono uomini che fanno la guerra, ma non vogliono si definiscano come “guerra” le loro decisioni, le scelte e le azioni violente? – si è chiesto e ha chiesto l’Arcivescovo – molti agiscono con ingiustizia, ma non vogliono che la giustizia giudichi le loro azioni? E ancora: perché tanti vivono arricchendosi sulle spalle dei Paesi poveri, ma poi si rifiutano di accogliere coloro che fuggono dalla miseria e vengono da noi chiedendo di condividere un benessere costruito proprio sulla loro povertà?”. Sono domande che toccano la nostra coscienza e che ci chiedono di uscire dal torpore in cui siamo adagiati. La contingenza storica chiame gli uomini di buona volontà e i cristiani a un rinnovato impegno dentro e a favore della comunità, ma anche ad avere meno paura dei poveri che scappano dalle situazioni di miseria, di sopraffazione e di guerra.
L’arcivescovo, interrogandosi ancora sulla attualità, ha spiegato: “Come sono, quindi, i giorni che oggi viviamo? Possiamo rispondere nel modo più semplice, ma non per questo meno provocatorio per ciascuno di noi, interrogandoci con coraggio sul criterio che ispira nel vissuto quotidiano i nostri pensieri, i sentimenti, i gesti. È un criterio caratterizzato da dominio superbo, subdolo, violento, oppure è un criterio contraddistinto da attenzione, disponibilità e servizio agli altri e al loro bene?”
“Siamo allora chiamati a interrogarci sull’unica vera potenza che può realmente arricchire e fare grande la nostra vita, intessuta da tanti piccoli gesti – ha aggiunto l’arcivescovo di Milano – la vera potenza sta nell’umiltà, nel dono di sé, nello spirito di servizio, nella disponibilità piena a venerare la dignità di ogni nostro fratello e sorella in ogni età e condizione di vita”.
Sono parole che dovrebbero farci riflettere farci cambiare molti dei nostri atteggiamenti.
CURIOSITA' !!
Ottobre 1912
Relazione dell´Ispettorato per l´Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti,
· "Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
· Non amano l´acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.
· Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
· Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
· Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
· Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
· Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
· Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l´elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
· Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
· Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
· Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
· I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali".
· Il testo è tratto da una relazione dell´Ispettorato per l´Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
· La relazione così prosegue:
· "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
· Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
· Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell´Italia.
· Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
· La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".